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Parte II
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A più riprese aveva avuto la visione di un personaggio che in seguito, molto più tardi, il 29 marzo 1914, riconobbe come Sri Aurobindo, nel corso del suo primo incontro con lui a Pondichéry. L'indomani stesso, rivolgendosi al Divino, scriveva nel suo diario - che fu pubblicato in seguito sotto il titolo di Preghiere e Meditazioni - queste parole: "Poco importa che ci siano migliaia di esseri immersi nella più completa ignoranza, Colui che ieri abbiamo visto è sulla terra; la sua presenza basta a provare che un giorno verrà in cui l'ombra sarà trasformata in luce e in cui effettivamente il Tuo regno verrà instaurato sulla terra."
Nel 1914, la Madre, rivolgendosi al Divino, scriveva nel suo diario, in data 16 ottobre: "Tu vuoi che io sia come un canale sempre aperto, sempre più ampio affinché possano le Tue forze spargersi in abbondanza nel mondo ... Oh Signore, che la Tua volontà sia fatta! Non sono forse io stessa la Tua volontà e la Tua coscienza in una suprema felicità?"
"La coscienza della Madre e la mia sono la stessa: la Coscienza divina che è una in due, poiché tale è la necessità del gioco", dice Sri Aurobindo. "Nulla può essere fatto senza la Sua conoscenza e la Sua forza, senza la Sua coscienza - se qualcuno sente veramente la Sua coscienza, sappia che io sono presente dietro ad essa; se sente me, è lo stesso per la coscienza della Madre ."Ci dice anche: "Chiunque si volga alla Madre fa il mio yoga." E in risposta a una domanda che gli avevano posto sulla Madre, così scrisse: "Colei che adoriamo come la Madre è la Coscienza-Forza divina che domina ogni esistenza, unica e tuttavia così molteplice che è impossibile seguirne i movimenti anche per lo spirito più pronto e la più libera e ampia intelligenza".
Qualche anno dopo scrisse a questo proposito: "Non ho nessuna intenzione di modificare le disposizioni che ho preso per tutti i discepoli senza eccezione e secondo le quali è dalla Madre e non direttamente da me che devono ricevere la luce e la forza ed è da lei che devono essere guidati nel loro progresso spirituale. Se ho preso queste disposizioni non è per qualche motivo provvisorio ma perché è il solo efficace e vero mezzo, essendo ciò che lei è e ciò che è il suo potere."
L'anno 1943 vide la fondazione della scuola dell'Ashram che doveva diventare più tardi il Centro Universitario, e poi il Centro Internazionale di Educazione Sri Aurobindo.
L'indipendenza dell'India fu proclamata il 15 agosto 1947, anniversario della nascita di Sri Aurobindo. A proposito di questo evento, la Madre scrisse il 15 agosto 1954: "Voglio segnare questo giorno con l'espressione di un desiderio che avevo da molto: quello di diventare cittadina dell'India. Dal mio primo arrivo qui, nel 1914, ho sentito che l'India era la mia vera patria, la patria della mia anima e del mio spirito. Avevo deciso di realizzare questo desiderio non appena l'India sarebbe stata libera. Ma ho dovuto aspettare a causa delle pesanti responsabilità di cui mi faccio carico qui a Pondichéry con l'Ashram. Ora però è venuto per me il momento di dichiararmi.
"Tuttavia, conformemente all'ideale di Sri Aurobindo, intendo mostrare che la verità sta nell'unione piuttosto che nella divisione. Rigettare una nazionalità per adottarne un'altra non è una soluzione ideale. Spero dunque di essere autorizzata ad adottare una doppia nazionalità, cioè a rimanere francese pur diventando indiana" . |

Dopo la dipartita di Sri Aurobindo, il 5 dicembre 1950, la Madre proseguì l'opera comune sia sul piano spirituale che su quello materiale.
Sri Aurobindo disse: " Senza di Lei la mia opera non sarebbe stata possibile". Ed è nella realizzazione di quest'opera che si svolge tutta la vita della Madre, soprattutto quando, rimasta sola, dovrà confrontarsi con un Ashram - campionario di tutte le difficoltà della Terra - . Ma è con la Terra - col suo passato e soprattutto con il suo futuro - che si confronta l'opera della Madre, con la vertiginosa accelerazione, avviata da Sri Aurobindo, della svolta evolutiva in atto, che prepara il passaggio ad una nuova specie.
Il 29 febbraio 1956 fu segnato dalla discesa della Supermente. Sri Aurobindo aveva scritto: "La Madre viene per far scendere la Supermente ed è questa discesa che rende possibile la Sua piena manifestazione quaggiù." E anche: "La Sua incarnazione è per la coscienza terrestre un'occasione per ricevere in essa la Supermente ed innanzi tutto di subire la trasformazione necessaria perché ciò sia possibile."
A quel periodo, dal 1950 al '58, risalgono le numerose 'Conversazioni' che la Madre teneva con i bambini della scuola e con i discepoli, durante le quali commentava gli scritti di Sri Aurobindo, evocava propri ricordi ed esperienze o dava spiegazioni e consigli sulla pratica quotidiana dello yoga.
Il 28 febbraio 1968 venne posata la prima pietra della città di Auroville, quel luogo che la Madre aveva sognato essere il punto d'incontro per tutti coloro che aspirano a " realizzare la Coscienza Divina e vivere la verità del domani".
La Madre si trovò a ottant'anni, - davanti ad un crollo completo della vita spirituale - ed approderà, al fondo dello yoga integrale di Sri Aurobindo, a quello che Lei chiamerà yoga delle cellule, che sarà la chiave di volta di una definitiva trasformazione della coscienza del corpo. Inizierà così una serie di radicali esperienze con le quali la Madre aprirà al resto dell'umanità il passaggio ad un nuovo modo di essere, altrettanto sconvolgente e rivoluzionario quanto lo fu la transizione dal primate all'homo sapiens.
Nel 1973, il 17 novembre, il cuore della Madre, nel pieno di questa mutazione, si arresta. Ma Lei aveva annunciato: " Per vincere la morte bisogna essere pronti a passare attraverso la morte " E prima ancora:" la morte non è una cosa inevitabile; è un incidente sempre accaduto finora (o che in ogni caso ha l'aria di essere sempre accaduto finora) e noi ci siamo messi in testa, e nella nostra volontà, di vincere questo incidente e di superarlo"...lasciandoci la certezza della vittoria finale.........
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