|
Savitri
La leggenda e il simbolo
La leggenda di Savitri (la passione di una
donna sola nel suo terribile silenzio e la sua forza, che si oppone alla
Morte, [il dio] che separa le anime) si trova nel Mahabharata,
l'antica epopea indiana dell'era vedica. Al re Aswapati che, senza
discendenza, aveva praticato lunghe austerità e offerto numerosi
sacrifici, appare la dea Savitri ad annunciargli la nascita d'una figlia.
A questa egli darà il nome della dea. Giunta all'età di sposarsi, e la
forza della sua personalità allontanando ogni pretendente, il padre la
invita a trovare lei stessa, viaggiando per il mondo, il suo compagno. E
Savitri sceglierà Satyavan, figlio di Dyumatsena, il re cieco spodestato
dai suoi nemici che vive in eremitaggio nella foresta. Narad, il poeta e
veggente che si trova alla corte del re Aswapati proprio al ritorno di
Savitri, rivela che la scelta è funesta perché Satyavan è destinato a
morire di lì ad un anno. Ma Savitri resta fedele alla propria scelta:
sposa Satyavan e va a vivere con lui nell'eremitaggio, nascondendo in cuor
suo l'angoscia dell'attesa del giorno del fato. Quando la morte verrà a
prendere il suo sposo, lei, che lo ha accompagnato a far legna nella
foresta, affronterà Yama, il dio della Morte, dal quale riuscirà ad
ottenere diversi favori e, in ultimo, il ritorno di Satyavan alla vita.
Sri Aurobindo, che definì il suo poema "una leggenda e un simbolo",
annotava in uno dei suoi taccuini:
La leggenda di Satyavan e
Savitri è raccontata nel Mahabharata come una storia d'amore coniugale che
conquista la morte. Ma questa leggenda è, come indicano vari aspetti della
storia umana, uno dei tanti miti simbolici del ciclo vedico. Satyavan è
l'anima che porta in sé la divina verità d'essere, ma che è discesa nella
stretta della morte e dell'ignoranza; Savitri è la Parola Divina, la
figlia del Sole, la dea della suprema Verità che discende e nasce per
salvare; Aswapati, il Signore del Cavallo, padre umano di lei, è il
Signore della Tapasya, l'energia concentrata dello sforzo spirituale che
ci aiuta a sollevarci dai piani mortali a quelli immortali; Dyumatsena, il
Signore degli Eserciti Splendenti, padre di Satyavan, è la Mente Divina
divenuta quaggiù cieca, che perde il suo regno celeste di visione e, a
causa di questa perdita, il suo regno di gloria. Comunque, non si tratta
semplicemente d'una allegoria, i personaggi non sono delle qualità
personificate, ma incarnazioni o emanazioni di Forze viventi e coscienti
con cui possiamo entrare concretamente in contatto e che assumono corpi
umani per aiutare l'uomo e mostrargli il cammino che va dal suo stato
mortale a una coscienza divina e una vita immortale (p. 265).
Così, fra l'altro, Mère parlava di Savitri a un
discepolo:
È la più bella cosa
ch'Egli abbia lasciato per l'uomo, la più alta possibile...
(...) Ho studiato le migliori opere in greco, in latino, in inglese e
naturalmente in francese, anche in tedesco, e tutte le grandi creazioni
dell'Occidente e dell'Oriente, comprese le grandi epopee; ma ripeto, non
ho trovato da nessuna parte qualcosa di comparabile a Savitri. Tutte
queste letterature mi sembrano vuote, piatte, vane, senza alcuna realtà
profonda - a parte delle rare eccezioni... e anch'esse non rappresentano
che una piccola frazione di ciò che è Savitri. (...) È una cosa immortale
ed eterna ch'Egli ha creato. (...) Non c'è niente d'analogo nel mondo
intero. Se lasciamo da parte la visione della realtà, cioè la sostanza
essenziale che è il fondo dell'ispirazione, e teniamo conto solo dei versi
in se stessi, li troveremo unici, del più elevato genere classico. Ciò
ch'Egli ha creato, è qualcosa che l'uomo non può immaginare. Perché c'è
tutto, tutto.
Si può dire che Savitri è una rivelazione, è una meditazione, è una
ricerca dell'Infinito, dell'Eterno. Se lo si legge con questa aspirazione
verso l'Immortalità, la lettura stessa servirà da guida verso
l'Immortalità. Leggere Savitri è in effetti fare dello yoga, della
concentrazione spirituale; ci si può trovare tutto quello di cui si ha
bisogno per realizzare il Divino. Ogni passo dello yoga è segnato qui,
compreso il segreto di tutti gli altri yoga.
(...) c'è tutto: il misticismo, l'occultismo, la filosofia, la storia
dell'evoluzione, la storia dell'uomo, degli dei, della creazione, della
Natura. Come l'universo è stato creato, perché, per quale fine, quale
destino. Tutto è lì. Lì dentro potete trovare tutte le risposte a tutte le
vostre domande. Tutto è spiegato, anche l'avvenire dell'uomo e
dell'evoluzione, tutto ciò che nessuno sa ancora. Egli l'ha formulato in
parole belle e chiare perché gli avventurieri spirituali che vogliono
risolvere i misteri del mondo possano comprenderlo più facilmente. Ma il
mistero è ben nascosto, dietro le parole e i versi e occorre salire fino
al livello voluto della vera coscienza per scoprirlo. Tutte le profezie,
tutto ciò che avverrà è presentato con una chiarezza precisa e
meravigliosa. Sri Aurobindo vi dà qui la chiave per trovare la Verità, per
scoprire la Coscienza, per risolvere il problema di ciò che è l'universo.
Ha anche detto come aprire la porta dell'incoscienza affinché la luce
possa penetrarvi per trasformarla. Ha mostrato il cammino per liberarsi
dall'ignoranza e salire fino alla sovracoscienza; ogni tappa, ogni piano
di coscienza, come si possono scalare,
come si può anche superare la barriera della morte e arrivare
all'Immortalità. Troverete tutto il percorso in dettaglio, e avanzando
potete scoprire cose del tutto sconosciute dell'uomo. Ecco che cos'è
Savitri, e altre cose ancora. È una vera esperienza leggere Savitri. Tutti
i segreti che l'uomo possedeva, Egli li ha rivelati; così come tutto ciò
che l'attende nel futuro: tutto questo si trova al fondo di Savitri, ma
occorre avere la conoscenza per scoprirlo, l'esperienza dei piani di
coscienza, l'esperienza della Sovramente, l'esperienza anche della
conquista della Morte. Egli ha indicato tutte le tappe, marcato ogni passo
per avanzare d'una maniera integrale nello Yoga Integrale.
(...) chiunque voglia praticare lo yoga, se prova
sinceramente e ne sente la necessità, potrà con l'aiuto di Savitri salire
al più alto grado della scala dello yoga, potrà trovare il segreto che
rappresenta Savitri. E questo senza l'aiuto di alcun guru. (...) perché
tutto quello di cui avrà bisogno lo troverà in Savitri.
(...) Insomma, Savitri è qualcosa di concreto, di
vivente, è tutto riempito di coscienza, è la conoscenza suprema al di
sopra di tutte le filosofie, di tutte le religioni umane. E' la via
spirituale, è lo yoga,
la tapasya - sadhana,
tutto, in un corpo unico. Savitri ha un potere straordinario, proietta
vibrazioni per colui che può riceverle, le vere vibrazioni di ogni tappa
della coscienza. È incomparabile, è la Verità nella sua pienezza, quella
che Sri Aurobindo ha fatto discendere sulla terra. (...) bisogna cercare
di trovare il segreto che rappresenta Savitri, il messaggio profetico che
Sri Aurobindo vi rivela per noi. (Notes de Lumière, pp. 22-34
Sri Aurobindo - Savitri
vol. 1 Ed. Mediterranee/Latin pen - Auroville Traduzione e
introduzione Paola De Paolis pp. XVII - XIX |