
"Io e la Madre siamo una sola ed unica Coscienza - La coscienza della Madre e la mia sono la stessa: la Coscienza divina che è una in due, poiché tale è la necessità del gioco divino. Chiunque si volga alla Madre fa il mio yoga... Nulla può essere fatto senza la Sua conoscenza e la Sua forza, senza la Sua coscienza. Se qualcuno sente veramente la coscienza della Madre, dovrebbe sapere che io sono lì, presente dietro ad essa; e se percepisce la mia coscienza, sa che è anche la coscienza della Madre"
Sri Aurobindo, al tempo Aravind Akroyd Ghose, nacque a Calcutta il 15 agosto 1872 al n° 4 di Theatre Road (oggi il n° 8 di Shakespeare Sarani), intorno alle 5 del mattino, l'anno delle "Illuminations" di Rimbaud e della regina Vittoria che s'appresta a diventare imperatrice delle Indie, mentre la "missione civilizzatrice" della conquista africana non è ancora finita; momento in cui Francia e Inghilterra si spartiscono l'impero coloniale del mondo, per l'acquisizione di fonti a basso costo sia delle materie prime che dell'enorme clientela per i loro prodotti. Alla nascita Aravind è il terzogenito di tre figli: due prima di lui, Benoy Bhushan e Mono Mohan; poi arriverà una sorella, Sarojini, più giovane e il più piccolo, Barindra Kumar, un altro fratello morirà in tenera età.
In bengali Aravind significa "fiore di loto", più tardi per un singolare, foriero e involontario incrocio lessicale fra parole occidentali e assonanze con la lingua sanscrita "l'anglicizzazione" del nome in Aurobindo ne trasformò radicalmente il significato, che amiamo liberamente riassumere in "punto d'oro".
Il padre, Krishnadhan Ghose è un medico condotto e la madre Swarnalata Devi Bose tanto bella da essere chiamata la "rosa di Rangpur" è figlia del famoso combattente per l'indipendenza dell'India, letterato, studioso ed erudito Raj Narayan Bose, 1826-1899, detto "il nonno del nazionalismo indiano". Aurobindo trascorse quindi i primi anni della sua infanzia a Rangpur, nel Bengala orientale. Il dottor Ghose era, "un bengalese completamente anglicizzato", pretendeva che in casa si parlasse soltanto l'inglese e non voleva sentire una sola parola di bengali. Conseguentemente il giovane Aurobindo crebbe parlando l'inglese come madrelingua.
Darjeeling (India) - Loretto Convent School
Il dottor K.D. Ghose aveva compiuto gli studi di medicina in Inghilterra; era "un terribile ateo" e un fervente ammiratore di tutto ciò che aveva il marchio inglese. Per i figli nutriva l'ambizione che essi divenissero i migliori di tutti, "fari di luce per il mondo", e a questo fine aveva stabilito che una sola carriera avrebbe fatto al caso loro: quella nel Servizio Civile Indiano (Indian Civil Service o ICS), l'esemplare corpo di funzionari civili coloniali che era accessibile anche agli indiani a condizione che superassero un esame d'ammissione. Per avviare questo inserimento nel flusso e nella cultura occidentale nel 1877 il dottor Ghose manda, all'età di cinque anni, Aravind e i suoi fratelli a studiare in una scuola di monache irlandesi, la Loretto Convent School a Darjeeling. Ma per realizzare il suo sogno di far entrare i figli nel ICS risultava indispensabile che essi compissero gli studi in Gran Bretagna. Fu così che due anni più tardi, nel 1879, il dottor Ghose con la moglie in avanzato stadio di gravidanza (era in attesa di Barindra Kumar che sarebbe poi nato il 5 gennaio 1880 a Croydon, nei paraggi di Londra) e tutto il resto della famiglia partì per l'Inghilterra alla volta di Manchester.
Manchester (Inghilterra)
Benoy, Mono e Aurobindo vennero affidati alle cure del reverendo William H. Drewett, un ministro della Chiesa Congregazionalista, con severe istruzioni che non facessero conoscenza con nessun indiano e che non subissero nessun influsso indiano1, in una parola l'esplicita consegna di tenerli lontano da qualsiasi cosa o persona anche solo remotamente collegata con l'India. Il dott. Ghose raccomandò inoltre al pastore Drewett di non impartire nessuna istruzione religiosa ai suoi figli, onde permetter loro di scegliere la religione che avessero desiderato, giunti all'età opportuna. Fu così che Aurobindo trascorse i suoi anni formativi, almeno quelli iniziali, completamente isolato dalla cultura della sua terra natia.
Dal pastore Drewett Aurobindo riceve le prime lezioni di latino e greco, mentre la signora Drewett gli insegna francese, storia, geografia e aritmetica, praticamente tutto il programma della Grammar School. Inoltre in quel periodo dedicava molto del suo tempo per fare svariate letture, secondo i suoi interessi: dalla Bibbia a Shakespeare, da Shelley a Keats, manifestando così uno spiccato talento letterario.
Dovendo trasferirsi in Australia per problemi intercorsi, il pastore Drewett, prima di partire, affida alla vecchia madre Aurobindo e i suoi due fratelli. E così nel settembre del 1884, quando si devono spostare a Londra, per frequentare la secondary school alla St. Paul's, l'anziana signora si trasferisce anche lei, affittando un piccolo appartamento nella capitale e prendendo con sé i tre Ghose. Aurobindo entra alla St. Paul's School e il direttore dott. Walker, colpito dalle ottime capacità che il piccolo allievo esprime nel test di ammissione, decide di insegnargli personalmente il greco inserendolo nella "classe comune" dove erano iscritti gli alunni più promettenti.
Aurobindo ha dodici anni. Conosce già a fondo il latino e il francese. Dopo tre anni, poteva permettersi di saltare la metà dei corsi e dedicare quasi tutto il suo tempo disponibile alla sua occupazione preferita, la lettura. Non si sa cosa possa essere sfuggito a questo adolescente assetato, Shelley e il Prometeo Liberato, i poeti francesi naturalmente, Omero, Aristofane e in sintesi tutto il pensiero europeo, poiché imparò l'italiano ed il tedesco tanto da leggere Dante e Goethe in originale e anche un po' di spagnolo.
Ed ancora, attingerà a volo radente a tutta la storia europea restando rapito e affascinato da figure come Giovanna d'Arco e Mazzini. La poesia poi era la sua grande passione segreta, avendo studiato con estrema cura i poeti inglesi, inizia in questo periodo a scrivere i suoi primi poemi che vengono pubblicati nella rivista della scuola. A quindici anni è linguista e poeta, e sebbene questo lo distinguerà per tutta la vita non sarà né un arido erudito né un mèro versificatore. Per lui la parola poetica è in grado di esprimere molto di più che il sentimento o il solo pensiero: essa può rivelare la vita stessa dell'anima. Quello che ci resta dei suoi versi giovanili manifesta già questa tendenza, egli è quindi già poeta e lo resterà tutta la vita.
La convivenza tra la madre del pastore Drewett e i tre indiani "infedeli", così come ella li definiva, resisté fino al luglio '87, quando a causa di un incidente di percorso "per questioni religiose" vede Aurobindo e i suoi due fratelli abbandonare la old Lady pur essendo in una situazione economica alquanto disastrata. Di conseguenza Mono Mohan si organizzerà per andare all'Università ad Oxford con la prospettiva di guadagnare un po' di soldi attraverso un impiego al British Museum, mentre Aurobindo e Binoy dall'aprile dell''89, per quasi due anni riceveranno ospitalità da un certo James Cotton, segretario del Sout Kensington Liberal Club, che aveva assunto Binoy come aiutante per 5 scellini alla settimana, mettendo a disposizione dei due fratelli un ufficio del Club, rumoroso e privo di riscaldamento, e soprattutto senza una vera camera da letto. I due resisteranno fino all'ottobre del '90, poi si sposteranno in una stanzetta a Cambridge, cameretta con una finestra che "si apriva sul cimitero Brompton e ogni giorno passavano funerali giù", come scriveva in una lettera Mono.
Il King's College di Cambridge (Inghilterra)
Come abbiamo accennato, il periodo della St. Paul's è stato per Aurobindo un’occasione per librarsi, libero nello studio di quanto più lo affascinava fuori dai programmi scolastici ufficiali e, nonostante le ristrettezze economiche a seguito della quasi completa sparizione dei sussidi famigliari e le conseguenti difficoltà pratiche, riesce a mantenere il suo impegno per lo studio tanto da vincere una borsa di studio di 80 sterline l'anno che gli permetterà di accedere al King’s College ed anche di aiutare i suoi fratelli. L’eccellenza della sua preparazione lo porta a vincere, già nel primo anno di Cambridge, tutti i premi di poesia greca e latina, passando anche la prima parte del difficile esame per l’Indian Civil Service, a cui si era iscritto, preparando da solo le materie, perché, come abbiamo detto, le condizioni economiche non gli permettevano di prendere lezioni private.
Ma cuore e mente non erano rimasti abbagliati da questi “successi”. Giovanna d’Arco, Mazzini, la rivoluzione americana avevano aperto in Aurobindo una grande breccia e una nuova prospettiva. Al King’s College gli studenti indiani avevano dato vita ad un’organizzazione politica, l’Indian Majilis, impegnata nella critica dell’impero coloniale degli inglesi sull’India. Aurobindo vi entra, ne prende parte attiva, fino a diventarne, per un certo periodo, il segretario. In verità parte della breccia era stata aperta anche da suo padre che già prima, durante il periodo di Londra, gli manda con regolarità ritagli di un giornale, il The Bengalee, dove erano sottolineati con cura casi di maltrattamenti di indiani da parte degli inglesi. E' lo stesso padre, sostenitore degli inglesi che, nelle lettere, ora denuncia le crudeltà del governo britannico. Quanto detto contribuisce all’idea che Aurobindo incomincia a farsi sulla necessità di un movimento nazionalistico e liberatore dell’India, e sull’impellenza e il dovere di giocarvi un ruolo in prima persona. Pronuncia quindi discorsi rivoluzionari, rifiuta il suo nome britannico, manifesta esplicitamente la sua simpatia per il movimento indipendentista irlandese scrivendo un poemetto, dedicato al suo leader Parnell. Consegue un diploma in lettere classiche, e dopo, ad esame superato, vi rinuncia come se ne avesse abbastanza. Non si presenta alla seconda e definitiva prova di equitazione che gli avrebbe aperto le porte dell’Indian Civil Service ed al governo dell’India accanto agli amministratori britannici, cancellando per sempre il sogno di suo padre.
Decide di rientrare in India e prima di lasciare l’Inghilterra, si iscrive ad una società segreta, Lotus and Dagger (Loto e Pugnale), continua con i suoi discorsi politici e appassionati, si fa pescare e mettere sulla lista nera della Whitehall (il cuore amministrativo dell'Impero britannico).