Mappa Essere psichico II La Sintesi
dello Yoga
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![]() L'ego pensa a ciò che vuole e che ancora non ha ottenuto. Questo solo lo preoccupa. L'anima è cosciente di quanto le viene dato e vive in perpetua gratitudine. |
![]() ...Poiché, che intendiamo con il termine Uomo? Un'anima increata e indistruttibile che ha preso dimora in una mente e in un corpo creati dai propri elementi. |
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Lo spirito è l'Atman,Brahman, il
Divino essenziale.
Quando l'Uno Divino manifesta la molteplicità sempre a Lui inerente, questo
essenziale Sé o âtman diventa nella manifestazione l'essere centrale che
dall'alto presiede alla evoluzione delle sue personalità e delle sue vite
terrestri, pur rimanendo una particella eterna del Divino, anteriore alla
manifestazione terrestre, (...).
Nella manifestazione inferiore questa particella eterna del Divino si manifesta
come anima - scintilla del Fuoco divino - che serve d'appoggio alla evoluzione
individuale e sostiene l'essere mentale, vitale e fisico.
Nel nostro Yoga, l'espressione "essere centrale" serve generalmente ed
indicare la parte del Divino nell'uomo, che sostiene tutto il resto e che
sopravvive attraverso la morte e la nascita. Questo essere centrale ha due
forme: in alto è il Jîvâtman, il nostro vero essere, di cui diveniamo
coscienti quando sopravviene la conoscenza del sé superiore, in basso è
l'essere psichico, che si tiene dietro la mente, il corpo e la vita. Il Jîvâtman
è al di sopra della manifestazione e presiede ad essa; l'essere psichico è
presente dietro questa manifestazione e la sostiene. (...)
(...) Il Jîvâtman, nella sua essenza, non cambia né evolve; la sua essenza
resta al di sopra dell'evoluzione personale. Nell'evoluzione, egli è
rappresentato dall'essere psichico, che si sviluppa e sostiene il resto della
natura. (...)
L'atteggiamento naturale dell'essere psichico è quello di sentirsi Figlio di
Dio, particella del Divino, uno con Lui nell'essenza, anche se diverso nella
dinamica della manifestazione e nell'identità. Il Jîvâtman, al contrario,
vive nell'essenza e può fondersi in identità con il Divino; (...)
Guida allo Yoga - pag 137-139 Sri Aurobindo
Lo Psichico è l'anima o la scintilla del Fuoco divino che sostiene l'evoluzione
individuale sulla terra, (...) per cui non è immutabile; l'essere psichico è
l'anima la cui coscienza, o piuttosto la cui manifestazione, si evolve di vita
in vita, con la mente, il vitale ed il corpo quali strumenti finché tutto sia
pronto per l'unione con il Divino. (...) L'essere psichico è in particolar modo
l'anima dell'individuo che permette alla Prakriti (Natura) individuale di
evolversi nella manifestazione e che prende parte all'evoluzione. E' quella
scintilla del Fuoco divino che cresce dietro la mente, il vitale ed il fisico,
quale essere psichico, finché è in grado di trasformare la Prakriti di
ignoranza in Prakriti di conoscenza (...).
La presenza dell'essere psichico fa sì che l'individuo possa aprirsi al Divino
e crescere verso la Coscienza divina, agendo sempre nel senso della Luce e della
Verità, (...), operando su ciascun livello così da aiutare ogni piano a
risvegliarsi alla verità ed alla Realtà divina (...).
Lo psichico non è (...) in diretto contatto con il piano supermentale, benché
una volta stabilita la connessione con la supermente esso sia l'elemento che più
rapidamente gli risponde. La parte psichica in noi è qualcosa che viene
direttamente dal Divino ed è in contatto con il Divino. Nella sua origine, è
il nucleo ricco di possibilità divine, che sostiene questa triplice
manifestazione inferiore della mente, della vita, e del corpo. Questo elemento
divino è presente in tutti gli esseri viventi, ma è nascosto dietro la
coscienza ordinaria; all'inizio non è sviluppato e, anche quando lo è, non
sempre né spesso è in primo piano; esso si esprime, per quanto glielo permetta
l'imperfezione degli strumenti, attraverso di loro ed è sottoposto alle loro
limitazioni. Cresce nella coscienza mediante l'esperienza che porta a Dio,
rafforzandosi ogni volta che in noi c'è un movimento superiore, e, alla fine,
grazie alla somma di questi movimenti più profondi e più elevati, ecco che si
sviluppa un'individualità psichica, che di solito chiamiamo l'essere psichico.
E' sempre quest'essere psichico ad essere la causa reale, anche se spesso
segreta, del volgersi dell'uomo alla vita spirituale, ed il suo aiuto più
grande in questo senso. E' dunque questo che, nello Yoga, dobbiamo portare, da
dietro, in primo piano.
La parola 'soul' (anima), come anche la parola 'psychic'
(psichico), è usata in maniera molto vaga e in sensi molto diversi nella lingua
inglese. Più spesso che no, nel linguaggio comune non si fa una chiara
distinzione fra mente e anima, e spesso c'è una confusione anche più grave
perché con i termini 'anima' e 'psichico' si intende l'essere vitale di
desiderio - la falsa anima o anima-di-desiderio - e non la vera anima, l'essere
psichico.
L'essere psichico è del tutto diverso dalla mente o dal vitale; sta dietro,
dove essi si incontrano nel cuore. E' quella la sua sede centrale, ma è dietro
il cuore, non al suo interno; quello che gli uomini chiamano comunemente il
cuore, è in realtà la sede delle emozioni, e le emozioni umane sono impulsi
mentali-vitali che, di solito, non sono di natura psichica. Questo potere
dietro, per lo più segreto, molto diverso dalla forza mentale e vitale, è
l'anima vera, l'essere psichico in noi. Il potere dello psichico, comunque, può
agire sulla mente, sul vitale e sul corpo, purificando il pensiero, la
percezione, l'emozione (che diventa allora un sentimento psichico), la
sensazione e l'azione ed ogni altra cosa in noi, preparandoli a divenire dei
movimenti divini.
L'essere psichico, in sanscrito, può essere descritto come il Purusha (...) nel
cuore o Chaitya Purusha, ma si deve intendere il cuore interiore o segreto, hrdaye
guhayam, non il centro esteriore vitale emotivo. (...) E'l'essere psichico
ad uscire dal corpo al momento della morte ed a persistere, il che pure
corrisponde al nostro insegnamento secondo il quale è questo essere psichico ad
uscire e a tornare, mantenendo un legame tra la nuova vita e quella precedente.
(...) Il purusha nel cuore viene descritto da qualche parte come l'Ishwara
(il Signore) della natura individuale. (...)
Si crede che per 'essere psichico' io intenda l'ego illuminato. (...) Con
psichico intendo qualcosa di diverso da una mente e da un vitale purificati. Una
mente ed un vitale purificati sono il risultato dell'azione dell'essere psichico
risvegliato e liberato, ma non sono di per sé lo psichico. (...)
Per l'essere psichico liberato intendo dire che esso non è più costretto ad
esprimersi nelle condizioni imposte dagli strumenti oscuri ed ignoranti, da
dietro un velo, ma è in grado di venire in primo piani, guidare e trasformare
l'azione della mente, della vita e del corpo.
(...) Per psichico purificato e reso perfetto, si deve intendere l'azione
psichica negli strumenti mentali, vitali e fisici. Un essere interiore
purificato non vuol dire uno psichico purificato, ma una mente, un vitale ed un
fisico interiori purificato.
Sri Aurobindo - Lettere sullo Yoga - Cap. XXI - pag.65_69 - Vol. IV
E' la vera natura dell'anima o dell'essere psichico a
volgersi verso la Verità Divina come il girasole verso il sole; essa accetta e
si aggrappa a tutto ciò che è divino o in progresso verso la divinità e si
ritira da tutto ciò che è perversione o una negazione di questa, da tutto ciò
che è falso e antidivino. Tuttavia l'anima all'inizio non è altro che una
scintilla e in seguito una piccola fiamma della divinità che brucia nel mezzo
di una grande oscurità. Per la maggior parte è velata nel suo santuario
interiore e per rivelarsi deve fare appello alla mente, alla forza di vita, e
alla coscienza fisica e persuaderle ad esprimerla come meglio possono;
generalmente, riesce al più a soffondere le loro esteriorità con la sua luce
interiore e a modificare con la sua finezza purificatrice le loro cupe oscurità
o i loro miscugli più volgari. Persino quando vi è un essere psichico formato,
in grado di esprimersi con una qualche sincerità nella vita è ancora, in tutti
escluso alcuni, una più piccola parte dell'essere: "Non più grande nella
massa del corpo di un pollice di un uomo" era l'immagine usata dagli
antichi veggenti; e non è sempre in condizione di prevalere contro le oscurità
e le ignoranti piccolezze della coscienza fisica, l'erronea certezza della mente
o l'arroganza e la veemenza della natura vitale. Quest'anima è obbligata ad
accettare la vita mentale, emotiva e sensazionale così com'è, con le sue
relazioni, le sue attività, le sue amate forme e figure. Deve faticare per
districare ed aumentare l'elemento divino in tutta questa verità relativa
mischiata con continui errori falsificanti, questo amore volto alle abitudini
del corpo animale o alla soddisfazione dell'ego vitale, questa vita di un'umanità
media colpita da rari e pallidi riflessi della Divinità e dalle più oscure
spettralità del demone e del bruto. Infallibile nell'essenza della sua volontà
è spesso obbligata sotto la pressione dei suoi strumenti a sottomettersi agli
errori dell'azione, all'errata collocazione dei sentimenti, all'errata scelta
della persona, ad errori nell'esatta formulazione della sua volontà, nei
particolari della manifestazione dell'infallibile ideale interiore. Tuttavia vi
è una capacità di divinazione in essa che la rende una guida più sicura della
ragione o persino del più alto desiderio e attraverso errori manifesti e
inciampi la sua voce può condurre ancora meglio dell'intelletto preciso e
dell'opinione mentale ponderata.
Questa voce dell'anima non è ciò che noi chiamiamo coscienza, poiché questa
è solo una sostituta mentale e spesso una sostituta fallace e convenzionale. E'
una chiamata più profonda e più raramente udita, eppure, seguirla quando la si
sente è la cosa più saggia: è persino meglio vagare alla chiamata della
propria anima che procedere apparentemente spediti con la ragione e la
consigliera morale esteriore.
Ma è solo quando la vita si volge verso il Divino che l'anima può veramente
venire in primo piano e imporre il suo potere sugli elementi esterni; poiché,
essa stessa scintilla del Divino, il crescere di passione per il Divino è la
sua vera vita e la sua autentica ragione di esistenza.
Sri Aurobindo
E' l'azione dell'essere psichico, non l'essere in sé stesso, che si mischia con
le incapacità della mente, del vitale e del fisico perché deve utilizzarle per
esprimere quel poco della vera emozione psichica che passa attraverso il velo.
E' con l'aspirazione del cuore al Divino che l'essere psichico si libera da
queste incapacità.
Sri Aurobindo
Un'emozione è sempre un movimento vitale?
Dipende dall'emozione e dipende anche da ciò che tu chiami una emozione. Per
esempio, vi è uno stato in cui, se ti trovi in presenza di un movimento
psichico molto preciso, assai evidente, un movimento chiaramente psichico, e
questo accade assai spesso, l'emozione è così potente che ti vengono le
lacrime agli occhi. Non sei triste, non sei felice, né l'una né l'altra cosa;
non corrisponde a nessun sentimento particolare, ma è un' intensità di
emozione che giunge da qualcosa che è chiaramente, precisamente psichico. Può
essere in te stesso, ma è persino più spesso negli altri. Quando sei in
contatto con un avvenimento, una manifestazione che appartiene allo psichico,
allora, all'improvviso gli occhi si riempiono di lacrime. Se tu la chiami
un'emozione... ovviamente è un'emozione. Ma generalmente ciò deriva dal fatto
che l'essere fisico ha un desiderio non molto cosciente, ma assai intenso di un
contatto con la vita psichica. Si sente povero, diseredato, isolato e
abbandonato quando non è in contatto con l'essere psichico. Neppure un essere
fisico su un milione è cosciente di questo. Ma questo tipo di impressione di
essere perduto, lasciato in sospeso senza protezione, senza supporto, di mancare
di qualcosa e di non sapere cosa sia, qualcosa che non comprendi, ma che ti
manca, un vuoto da qualche parte: bene ciò accade molto più di frequente di
quanto non si pensi, la gente non sa cosa sia. Ma poi, quando per una ragione o
un'altra questa coscienza viene all'improvviso in contatto con un fenomeno
chiaramente psichico, con le forze psichiche, le vibrazioni psichiche,
l'emozione è così forte, così forte che certamente molto spesso, il corpo può
difficilmente sopportarlo. E' come una gioia troppo grande che tracima da ogni
parte che non si può contenere, trattenere in se stessi. E' così. Vi è
all'improvviso una sorta di rivelazione, non molto cosciente, non chiaramente
espressa, la rivelazione di... è questo, questo è ciò che debbo avere. E' così
potente, così potente che dona un'emozione composta di così tante cose che
difficilmente si può dire cosa sia. Queste non sono emozioni vitali.
Le emozioni vitali sono di una natura completamente differente, sono molto
chiare, esatte, potete esprimerle con molta precisione; sono violente, in genere
vi riempiono di intensità, di agitazione, qualche volta di grande
soddisfazione. Poi arriva il sentimento opposto con la stessa forza. E così le
persone, molte persone pensano, lo abbiamo già ripetuto molte volte, alcune
persone pensano di sperimentare l'amore solo quando si esprime in questo modo,
quando l'amore si esprime nel vitale, quando giunge con tutti i movimenti del
vitale, tutta questa intensità, questa violenza, questa precisione, questo
fascino, questo scintillio. E quando ciò è assente dicono: "Oh, questo
non è amore."
E tuttavia questa è esattamente la maniera in cui l'amore viene distorto: già
non è più amore, è un inizio di passione. E questo è un errore quasi
universale fra gli esseri umani.
Alcuni sono pieni di un amore psichico molto puro, molto alto, molto
disinteressato e tuttavia non ne sanno nulla e pensano di essere freddi, aridi e
senza amore perché questa mistura di vibrazioni vitali è assente. Per loro
l'amore comincia e termina con questa vibrazione.
Poiché è qualcosa di assai instabile con movimenti e reazioni e violenze di
ogni genere, nella depressione così come nella soddisfazione, l'amore è
qualcosa di assai effimero per queste persone. Nelle loro vita hanno minuti
d'amore. Può durare poche ore, e poi ritorna noioso e insignificante ed essi
immaginano che l'amore li abbia abbandonati.
Come ho detto, alcune persone sono assai al di sopra di questo, sono stati
capaci di controllarlo in tal modo che non venga mischiato con null'altro;
possiedono in sé stessi questo amore psichico che è pieno di abnegazione, di
dono di sé, di compassione, di generosità, di nobiltà di vita ed è un grande
potere di identificazione. Così la maggior parte di queste persone pensano di
essere freddi o indifferenti, - sono persone assai amabili, vedete, ma non amano
- e qualche volta essi stessi non lo sanno. Ho conosciuto persone che pensavano
di non avere amore perché non provavano questa vibrazione vitale. In genere,
quando la gente parla di emozioni si riferisce alle emozioni vitali. Ma vi è un
altro genere di emozione che rappresenta un ordine infinitamente più alto e non
si esprime allo stesso modo, possiede esattamente la stessa intensità, ma
un'intensità che è sotto controllo, contenuta, condensata, concentrata, ed è
un potere dinamico straordinario.
Il vero amore può conseguire cose straordinarie, ma è raro. Ogni genere di
miracoli possono essere fatti con l'amore per la persona che si ama, non per
tutti, ma per la gente o le persone che si amano. Però deve essere un amore
libero da ogni commistione vitale, un amore puro e assolutamente disinteressato
che non chiede nulla in ritorno, che non si aspetta nulla.
La Madre
Gli uomini non conoscono sé stessi e non hanno ancora
imparato a distinguere le diverse parti del loro essere; generalmente essi le
riuniscono in un sol blocco a cui assegnano il nome di mente, poiché le
conoscono e le sentono mediante una percezione e una comprensione mentale o
mentalizzata. E' per questo che non comprendono i vari stati di coscienza e le
loro azioni o, in ogni caso, solo superficialmente. Divenire coscienti della
grande complessità della nostra natura, percepire le diverse forze che la
muovono, sottoporre i suoi movimenti alla direzione della conoscenza, sono
altrettanti elementi fondamentali dello Yoga.
Siamo composti di numerose parti, aventi ciascuna la propria funzione, nel
movimento totale della nostra coscienza, del nostro pensiero, della nostra
volontà, delle nostre sensazioni, sentimenti e azioni; ne percepiamo solamente
i risultati di superficie, confusi e mescolati, e non sappiamo far di meglio che
imporre loro un ordine mutevole e precario.
Il rimedio a tutto ciò, non può venire che dalle parti dell'essere già volte
verso la luce. La soluzione consiste nel chiamare e far scendere in noi la luce
della Coscienza divina, far passare l'essere psichico in primo piano, accendere
una fiamma di aspirazione che svegli spiritualmente la mente esteriore ed
infiammi l'essere vitale.
Sri Aurobindo - Guida allo Yoga - pag.131-132
(...) La conoscenza interiore viene infatti dall'interno e dall'alto (sia dal
Divino nel cuore sia dal Sé in alto) e, perché venga, l'orgoglio che la mente
ed il vitale traggono dalle idee mentali di superficie e la loro insistenza nel
conservarle devono andarsene. Questo dimostra che non sbaglio ad insistere
sull'apertura psichica come l'unica soluzione. (...)
Sri Aurobindo - Guida allo Yoga - pag.177
(...) L'anima (infatti) proviene da oltre tali nature mentali, vitali e
corporee. Essa appartiene al Trascendente e per questo ci è possibile aprirci
alla Natura superiore al di là.
Il Divino è sempre l'Uno che è Molteplice. Lo Spirito o Sé individuale, fa
parte dell'aspetto Molteplice dell'Uno, e l'essere psichico è ciò che Egli
emana per evolvere quaggiù nella natura terrestre. Raggiungendo la liberazione,
il sé individuale realizza che è Uno (e tuttavia Il Molteplice). (...)
Sri Aurobindo - Guida allo Yoga - pag.141
Cosa sono esattamente l'anima o l'essere psichico? E cosa
si vuol dire con la frase "Evoluzione dell'essere psichico?". Qual'è
la sua relazione col Supremo?
L'anima e l'essere psichico non sono esattamente la stessa cosa, sebbene la loro
essenza sia la stessa. L'anima è la scintilla divina che dimora al centro di
ogni essere; è identica alla sua Origine Divina; è il divino nell'uomo.
L'essere psichico viene formato progressivamente intorno a questo centro divino,
l'anima, nel corso delle sue innumerevoli vite nell'evoluzione terrestre, fino a
quando non giunge il momento in cui l'essere psichico, completamente formato e
pienamente risvegliato diviene l'involucro dell'anima intorno alla quale si è
formato.
Perciò identificato con il Divino, diviene il suo perfetto strumento nel mondo.
La Madre
Nell'esperienza dello yoga il sé o essere è in essenza uno con il Divino o,
almeno, è una porzione del Divino e possiede tutte le potenzialità divine.
Tuttavia nella manifestazione assume due aspetti, Purusha e Prakriti,
l'essere cosciente e la Natura. Qui nella Natura il Divino è velato ed è
assoggettato alla Natura che agisce a questo livello come la Prakriti
inferiore, una forza dell'Ignoranza, Avidya. Il Purusha in se stesso è
Divino, ma esteriorizzato nell'ignoranza della Natura diviene l'essere
individuale che appare imperfetto con le di lei imperfezioni. Perciò l'anima o
essenza psichica, che rappresenta il Purusha che partecipa all'evoluzione e la
sostiene, porta in se stessa tutte le potenzialità divine; ma nell'essere
psichico individuale che esso pone in fronte come suo rappresentante, egli
assume le imperfezioni della Natura ed evolve in essa fino a quando non abbia
recuperata la sua piena essenza psichica e si sia unito con il Sé superiore di
cui l'anima è la proiezione individuale nell'evoluzione. Questa dualità
nell'essere su tutti i piani - poiché è vera in vari modi non solo del Sé e
dello psichico, ma del Purusha mentale, vitale e fisico - deve essere compresa
ed accettata prima che le esperienze dello yoga possano essere pienamente
comprese.
L'Essere è uno da ogni parte, ma su ogni piano della Natura, è rappresentato
da una forma di sé stesso che è propria di quel piano, il Purusha mentale nel
piano mentale, il Purusha fisico nel fisico. La Taittirya Upanishad parla
di due altri piani dell'essere, il piano della Conoscenza o Verità e il piano
dell'Ananda, ciascuno con il suo Purusha, ma sebbene possano scendere delle
influenze da questi, essi sono supercoscienti per la mente umana e la loro
natura non è ancora organizzata qui.
Sri Aurobindo
Lo psichico possiede qualche potere?
Potere? E' generalmente lo psichico che guida l'essere. Non si conosce nulla di
ciò perché non si è coscienti, ma abitualmente è quello che guida l'essere.
Se si è molto attenti si diviene coscienti di questo fatto, ma la maggioranza
degli uomini non ne hanno la minima idea. Per esempio, quando hanno deciso,
nella loro ignoranza esteriore, di fare qualcosa, e malgrado la loro capacità
di realizzarla, tutte le circostanze sono organizzate in modo tale che fanno
qualcosa d'altro, iniziano a gridare, ad infuriarsi, a prendersela con il fato,
sostenendo (ciò dipende da ciò che credono, dalle loro convinzioni) che la
Natura è malvagia, il loro destino funesto o Dio ingiusto, o... non importa
cosa (dipende da ciò in cui credono). Mentre, per la maggior parte delle volte,
si tratta proprio dell'esatta circostanza che è la più favorevole per il loro
sviluppo interiore. E, naturalmente se chiedete allo psichico di aiutarvi a
confezionare una vita piacevole per voi stessi, per guadagnare denaro, avere
bambini che saranno l'orgoglio della famiglia, ecc., bene, lo psichico non vi
aiuterà.
Ma creerà tutte le circostanze necessarie per risvegliare qualcosa in voi, così
che la necessità dell'unione con il Divino possa nascere nella vostra
coscienza. A volte avete organizzato piani perfetti, e se questi avessero avuto
successo, sareste rimasti sempre più incrostati nella vostra ignoranza
esteriore, nella vostra piccola e stupida ambizione e nella vostra attività
senza scopo.
Mentre, se ricevete un buon colpo, e la posizione che agognavate vi viene
negata, i vostri piani vanno in pezzi e vi ritrovate completamente frustrati,
allora, qualche volta, questa opposizione vi apre una porta su qualcosa di più
vero e di più profondo. E quando siete un poco risvegliati e vi guardate
indietro, se siete almeno un po' sinceri, dite: "Ah! Non ero io ad avere
ragione, è stata la Natura o la Grazia divina o l'essere psichico a fare."
E' l'essere psichico che ha organizzato tutto questo.
La Madre
Se avete in voi un essere psichico sufficientemente risvegliato per
prendersi cura di voi, per prepararvi il cammino, esso può attirare verso di
voi cose che vi aiutino, persone, libri, circostanze, ogni genere di piccole
coincidenze che vi giungono come portate da una qualche benevolente volontà e
che vi danno un'indicazione, un aiuto, un supporto per prendere le decisioni e
volgervi nella giusta direzione. Ma una volta che avete preso questa decisione,
non appena avete deciso di trovare la verità del vostro essere, non appena
partite sinceramente sul cammino, allora ogni avvenimento sembra cospirare ad
aiutarvi ad avanzare.
La Madre
Come si può fare crescere la propria personalità psichica?
E' attraverso tutte le esperienze della vita che la personalità psichica si
forma, cresce, si sviluppa e infine diviene un essere completo, cosciente e
libero.
Questo processo di sviluppo avanza senza posa attraverso innumerevoli vite, e se
non si è coscienti di questo, ciò è dovuto al fatto che non si è coscienti
del proprio essere psichico, poiché questo è l'indispensabile punto di
partenza. Attraverso l'interiorizzazione e la concentrazione si deve entrare in
contatto cosciente col proprio essere psichico. L'essere psichico ha sempre
un'influenza sull'essere esterno, ma questa influenza è quasi sempre occulta,
non vista o percepita o sentita, salvo in occasioni veramente eccezionali.
Al fine di fortificare il contatto e aiutare, se possibile, lo sviluppo della
personalità psichica cosciente, si dovrebbe, mentre ci si concentra, volgersi
ad esso, aspirare a conoscerlo e sentirlo, aprirsi a ricevere la sua influenza,
e avere in grande cura, ogni volta che si riceve una sua indicazione, di
seguirla molto scrupolosamente e sinceramente.
Vivere in una grande aspirazione, prendersi cura di divenire interiormente calmi
e di rimanere sempre così, il più a lungo possibile, di coltivare una perfetta
sincerità in tutte le attività del proprio essere; queste sono le condizioni
essenziali per la crescita dell'essere psichico.
La Madre
Mi avete scritto che non è facile entrare in contatto con l'essere psichico.
Perché lo considerate difficile? Come dovrei cominciare?
Ho detto "non facile" perché il contatto non è spontaneo, è
volontario. L'essere psichico ha sempre un'influenza sui pensieri e sulle
azioni, ma si è raramente coscienti di questo fatto. Per diventare coscienti
dell'essere psichico, si deve volerlo, rendere la propria mente tanto silenziosa
quanto possibile, ed entrare profondamente nel cuore del proprio essere, al di là
delle sensazioni e dei pensieri. Si deve creare l'abitudine di una
concentrazione silenziosa e discendere nelle profondità del proprio essere.
La scoperta dell'essere psichico è un fatto definitivo e molto concreto, come
sanno tutti coloro che hanno avuto l'esperienza.
La Madre
La purificazione e la consacrazione sono due grandi necessità della sadhana
(sentiero yogico). Coloro che hanno esperienze prima della
purificazione corrono un grande rischio: è molto meglio avere prima il cuore
puro, poiché dopo la via diventa sicura. Questo è il motivo per cui sostengo
il cambiamento psichico della natura in primo luogo, poiché questo significa la
purificazione del cuore: il suo volgersi completamente al Divino,
l'assoggettarsi della mente e del vitale al controllo dell'essere interiore,
dell'anima. Sempre, quando l'anima è in primo piano, si ottiene la giusta
indicazione dal profondo su cosa deve essere fatto, cosa evitato, cos'è la cosa
giusta o vera nel pensiero, nel sentimento o nell'azione. Ma questo suggerimento
interiore emerge in proporzione alla crescita sempre più pura della coscienza.
Sri Aurobindo
La completa unificazione dell'intero essere intorno al centro psichico è
la condizione essenziale per realizzare una perfetta sincerità.
La Madre
E' necessario comprendere chiaramente la differenza fra
l'anima che si evolve (l'essere psichico) e il puro Atman, sé o spirito. Il
puro sé è non nato, non passa attraverso la morte o la nascita, è
indipendente dalla nascita o dal corpo, dalla mente o dalla vita o da questa
Natura manifestata. Non è vincolato da queste cose, limitato, toccato, anche se
le accoglie e le sostiene. L'anima, al contrario, è qualcosa che discende nella
nascita e passa attraverso la morte - sebbene non muoia essa stessa perché è
immortale - da uno stato all'altro, dal piano terrestre agli altri piani e di
nuovo all'esistenza terrestre. Procede con questa progressione da vita a vita
attraverso un'evoluzione che la conduce fino allo stato umano ed evolve
attraverso tutto questo lavoro, un essere di sé stessa che noi chiamiamo
l'essere psichico che sostiene l'evoluzione e sviluppa una coscienza umana
fisica, vitale e mentale come suoi strumenti per l'esperienza del mondo e per
una nascosta ed imperfetta, ma crescente, auto espressione. Essa compie tutto
questo da dietro un velo, mostrando qualcosa del suo divino sé solo nella
misura in cui l'imperfezione dell'essere strumentale (corpo, vitale e mente) gli
consentono. Ma giunge un momento in cui essa è in grado di preparare l'uscita
da dietro il velo, di prendere il comando e di volgere tutti gli strumenti della
natura verso un compimento divino. Questo è l'inizio della vera vita
spirituale. L'anima è ora in grado di prepararsi per una più alta evoluzione
di coscienza manifestata, superiore all'essere mentale umano - può passare dal
piano mentale a quello spirituale e attraverso il livello del piano spirituale
allo stato supermentale. Fino ad allora non vi è ragione per cui dovrebbe
cessare di nascere, infatti non sarebbe in grado di farlo.
Se, avendo raggiunto lo stato spirituale, vuole uscire dalla manifestazione
terrestre, in verità potrebbe farlo, ma vi è anche una più alta
manifestazione possibile, nella Conoscenza e non nell'Ignoranza.
Sri Aurobindo
Dolce Madre, qui Sri Aurobindo ha detto: "Se l'anima più profonda è
risvegliata, se vi è una nuova nascita fuori dalla mente, dal vitale e dal
fisico nella coscienza psichica, allora questo yoga può essere fatto...".
Perché ha detto "L'anima più profonda"? Vi è un'anima superficiale?
Ciò è dovuto al fatto che l'anima profonda, vale a dire, l'essere psichico,
influenza le parti superficiali della coscienza (superficiali se paragonate ad
esso: le parti mentali, le parti vitali). La mente più pura, il vitale più
alto, l'essere emotivo, sono influenzati dall'anima, influenzati al punto che si
ha l'impressione di entrare in contato con essa per loro tramite. Così accade
che le persone confondano queste parti per l'anima ed è per questo motivo che
egli dice "L'anima più profonda", ossia, l'anima centrale, la vera
anima.
Infatti, molto spesso, quando si toccano alcune parti della mente che sono sotto
l'influenza dello psichico e piene di gioia, la gioia di quella luce, o quando
si entra in contatto con altre parti molto pure e molto alte dell'essere emotivo
che possiede le emozioni più generose, più disinteressate, si ha anche
l'impressione di essere in contatto con la propria anima. Ma questa non è la
vera anima, non è l'anima nella sua vera essenza. Queste sono parti dell'essere
sotto la sua influenza che manifestano qualcosa di essa. Così, molto spesso le
persone entrano in contatto con queste parti e ciò dà loro delle
illuminazioni, grande gioia, rivelazioni, ed essi percepiscono che hanno trovato
la loro anima. Ma è solo la parte dell'essere sotto la sua influenza, una parte
o l'altra, poiché... Esattamente ciò che succede è che si toccano queste
cose, si hanno delle esperienze, e poi si velano, e ci si chiede: "Come può
essere che io abbia toccato la mia anima ed ora sia ricaduto in questo stato
d'ignoranza e d'incoscienza?" Ma ciò accade perché non si è toccata la
propria anima, si è entrati in contatto con le parti dell'essere che sono sotto
l'influenza dell'anima, e manifestano qualcosa di essa, ma non sono l'anima.
Ho già ripetuto molte volte che quando si entra coscientemente in contatto con
la propria anima e l'unione è stabilita, è finita, non può più essere
disfatta, è qualcosa di permanente, di costante, che resiste ad ogni cosa, e
che, in qualsiasi momento, se richiamata, può essere trovata. Mentre per le
altre esperienze, si può averne di molto belle, e poi l'essere si vela di
nuovo, e ci si chiede: "Come è accaduto? Ho visto la mia anima e ora non
la trovo più!" Non era l'anima ciò che si era visto.
E queste esperienze sono veramente magnifiche e vi danno momenti eccezionali, ma
questo non è il contatto con l'essere psichico.
Il contatto con l'essere psichico è definitivo ed è in ragione di questo che
rispondo quando le persone chiedono: "Sono in contatto con il mio essere
psichico?","La vostra domanda da se stessa prova che non lo
siete!"
La Madre
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