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L'uomo essere di transizione La Supermente
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Tutti coloro che tentano di superare la natura ordinaria, tutti quelli che tentano di realizzare materialmente la più intime esperienza che li ha messi in relazione con la Verità Divina, tutte queste persone, invece di rivolgere il loro sguardo verso l'aldilà o ai Piani Superiori, se provano a realizzare fisicamente ed esternamente il cambiamento di coscienza che hanno realizzato in se stessi, sono apprendisti superuomini. | L'uomo è un essere di transizione, non definitivo, perchè in lui ed al di sopra di lui inizia il radioso cammino ascendente che conduce alla " superumanità " divina. La transizione dall'uomo al superuomo è la prossima realizzazione dell'evoluzione terrestre. In ciò consiste il nostro destino e la chiave per liberare la nostra esistenza umana, protesa verso il Divino, ma limitata e travagliata, destino inevitabile perchè è l'intenzione dello spirito e la logica conseguenza del processo naturale. |
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Sri Aurobindo è venuto sulla terra per annunciare la manifestazione del mondo supermentale e non solamente lo ha annunciato ma ha in parte incarnato la stessa forza e mostrato con esempi quello che si deve fare per prepararsi a manifestarla. La cosa migliore che possiamo fare è studiare tutto quello che Egli ci ha detto e cercare di seguire il suo esempio per prepararci alla nuova manifestazione. La Madre |
“…Per la coscienza yogica questo mondo non è la realtà ultima. Elevandosi al di sopra della mente fino alla Sopramente, poi fino alla Supermente, la coscienza yogica entra nel mondo divino delle verità primarie…La coscienza è la facoltà di percepire ogni cosa qualunque essa sia, identificandosi ad essa. La coscienza divina non percepisce solamente, ma Conosce e realizza, perché una semplice percezione non è una conoscenza. Ogni suo movimento è un lampo di onnipotenza che, illuminando tutto, traccia un cammino di fuoco fino alla meta finale stabilita dalla natura della sua verità.” |
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La Supermente si situa tra il Saccidananda1 e la creazione inferiore. Essa sola contiene la Verità autodeterminante della Coscienza divina ed è necessaria per una creazione di Verità. È il mezzo d'espressione del Saccidānanda - la Coscienza infinita più in alto dell'essere mentale. E’ un'autoconsapevolezza dell'Infinito e dell'Eterno e un potere di autodeterminazione inerente in quella autoconsapevolezza. La Supermente mantiene sempre e in ogni stato e condizione la realizzazione spirituale dell'unità del tutto. È la Coscienza creatrice del mondo, una volontà di luce e visione ed anche una volontà di potere d'azione. E’ la vastità oltre il firmamento ordinario della nostra coscienza, una vastità che tutto abbraccia - il vero, il giusto, il vasto. La Supermente è la Luce unita alla Forza, la vibrazione della Conoscenza con il ritmo della Volontà. E’ la Coscienza‑Verità. La Supermente, nella sua vera essenza, è una coscienza‑verità, una coscienza sempre libera dall'Ignoranza, il fondamento della nostra esistenza naturale presente o evolutiva, e da cui la natura in noi cerca di pervenire alla conoscenza di sé e del mondo, alla giusta coscienza e al giusto uso della nostra esistenza nell'universo. La Supermente, poiché è una coscienza‑verità, ha in sé questa conoscenza intrinseca e questo potere di vera esistenza; il suo corso è rettilineo e può andare diritto allo scopo, il suo campo è vasto e può anche essere reso illimitato. Questo perché la sua vera natura è conoscenza: non deve procurarsela, ma è parte integrante di essa; i suoi passi non partono dalla nescienza o dall'ignoranza verso una qualche luce imperfetta, ma da una verità ad una più grande verità, da una giusta percezione ad una più profonda percezione, d'intuizione in intuizione, da un'illuminazione alla luminosità totale ed illimitata, da ampiezze sempre maggiori alle 'vastità totali e all'infinità stessa. Ai suoi apici possiede l'onniscienza e l'onnipotenza divine, ma persino in un movimento evolutivo della sua graduale automanifestazione, con cui rivelerebbe finalmente le sue supreme altezze, deve essere nella sua natura stessa essenzialmente libera dall'ignoranza e dall'errore: prende le mosse dalla verità e dalla luce e sempre si muove nella verità e nella luce. Poiché la sua conoscenza è sempre vera, così anche la sua volontà è sempre vera, non annaspa nell'usare le cose e non inciampa sui suoi passi. Nella Supermente sensazione ed emozione non si allontanano dalla loro verità, non commettono passi falsi o errori, non si discostano dal giusto e dal reale, non possono fare un cattivo uso della bellezza e della felicità o deviare da una divina rettitudine. Nella Supermente i sensi non possono ingannarsi o deviare nelle grossolanità che sono qui le loro naturali imperfezioni e la causa di discredito, sfiducia e uso erroneo da parte della nostra ignoranza. Anche un'esposizione incompleta fatta dalla Supermente è una verità che condurrà a un'ulteriore verità, la sua azione incompleta, un passo verso la completezza. Tutta la vita, l'azione, la guida della Supermente è protetta nella sua stessa natura, dalle falsità e dalle incertezze che sono parte della nostra esistenza; si muove sicura verso la propria perfezione. Una volta che la coscienza‑verità fosse qui stabilita, sulle proprie basi sicure, l'evoluzione della vita divina sarebbe un progresso nella felicità, una marcia nella luce verso l'Ānanda. La Supermente è una realtà eterna dell'Essere e della Natura divini. Esiste già e da sempre nel proprio piano e possiede la propria legge essenziale d'essere; non deve essere creata o emergere od evolvere nell'esistenza da un'involuzione nella Materia o da una non‑esistenza, come potrebbe sembrare alla visione di una mente a cui sembra di essere emersa dalla vita e dalla Materia od essere evoluta da un'involuzione nella vita e nella Materia. La natura della Supermente è sempre la stessa, un essere di conoscenza che passa di verità in verità, che crea o piuttosto manifesta ciò che deve essere manifestato con il potere di una conoscenza preesistente, non per caso, ma per mezzo di un destino preesistente nell'essere stesso, una necessità della cosa in sé e quindi inevitabile. La sua manifestazione della vita divina sarà quindi inevitabile; la sua vita nel piano che le è proprio è divina e, se la Supermente scenderà sulla terra, porterà necessariamente con sé la vita divina e qui la stabilirà. La Supermente è il grado di esistenza oltre la mente, la vita e la Materia, e, come la mente, la vita e la Materia si sono manifestate sulla terna, cosi anche la Supermente dovrà, nell'inevitabile corso delle cose, manifestarsi in questo mondo materiale. In effetti, una supermente è già qui, però è involuta, nascosta dietro questa mente, questa vita e questa Materia manifeste, e non agisce ancora apertamente o nel suo potere particolare; se agisce è attraverso questi poteri inferiori e modificata dai loro caratteri non è ancora riconoscibile. Solo con l'avvicinarsi e la venuta della discesa della Supermente essa può essere liberata sulla terra e rivelarsi nell'azione delle nostre parti materiali, vitali e mentali, in modo che i nostri poteri inferiori possano divenire parti di una totale attività divinizzata di tutto l'essere: ciò ci darà una divinità completamente realizzata o la vita divina. Cosi infatti la vita e la mente involute nella Materia si sono realizzate qui; poiché solo ciò che è involuto può evolvere, diversamente non potrebbe esserci emersione. La manifestazione di una coscienza‑verità supermentale è pertanto la realtà capitale che renderà possibile la vita divina. Solo quando tutti i moti del pensiero, gli impulsi e le azioni saranno governati e diretti da una coscienza‑verità autoesistente e luminosamente automatica, e tutta la nostra natura sarà costituita da essa e fatta della sua sostanza, la vita divina sarà completa e assoluta. Persino così com'è, in realtà, sebbene non nell'apparenza delle cose, è una segreta conoscenza e verità autoesistente all'opera per manifestarsi nella creazione. Il Divino è già immanente dentro di noi, noi stessi siamo quello nella nostra più intima realtà, e questo dobbiamo manifestare; è quanto costituisce la spinta verso il vivere divino e rende necessaria la creazione della vita divina anche nell'esistenza materiale. Una manifestazione della Supermente e della sua coscienza‑verità è quindi inevitabile; deve avvenire presto o tardi nel mondo. E tuttavia ha due aspetti, una discesa dall'alto e un'ascesa dal basso, un'autorivelazione dello spirito e un'evoluzione nella Natura. L'ascesa è necessariamente uno sforzo, un'operazione della Natura, una spinta o uno sforzo che essa compie per innalzare le proprie parti inferiori con un cambiamento, una conversione o trasformazione evolutivi o rivoluzionari nella realtà divina, e questo può accadere tramite un processo e un progresso o per mezzo di un rapido miracolo. La discesa o l'autorivela‑ dello Spirito è un atto della suprema Realtà dall'alto che rende possibile la realizzazione e può apparire sia come l'aiuto divino che determina il compimento del progresso e del processo sia come la sanzione del miracolo. L'evoluzione, come la vediamo in questo mondo, è un processo lento e difficile, e, realmente, richiede di solito ere per raggiungere risultati stabili; questo succede perché nella sua natura stessa, l'evoluzione è un'emersione da inizi incoscienti, un inizio dalla nescienza e un lavoro nell'ignoranza degli esseri naturali di ciò che sembra essere una forza incosciente. Ci può essere, al contrario, un'evoluzione nella luce e non più nell'oscurità in cui essere che evolve sia un partecipante e un cooperatore cosciente, questo è precisamente ciò che deve succedere qui: Anche nello sforzo e nel progresso dall'Ignoranza alla Conoscenza, questo deve essere in parte, anche se non completamente, il tentativo che si deve fare sulle altezze della natura e deve essere totalmente così nel movimento finale verso il cambiamento, la realizzazione, la trasformazione spirituali. Dev'essere così a maggior ragione quando c'è una transizione attraverso la linea che divide l'Ignoranza e la Conoscenza, e che l'evoluzione è di conoscenza in conoscenza più grande, di coscienza in più grande coscienza, di essere in essere più grande. Non c'è allora più alcuna necessità del passo lento dell'evoluzione ordinaria; ci può essere una rapida conversione, una veloce trasformazione dopo trasformazione, cosa che sembrerebbe alla nostra presente mente normale una successione di miracoli. Un'evoluzione su piani supermentali potrebbe essere di quella natura; potrebbe anche essere, se l'essere ha così scelto, un passaggio più tranquillo di uno stato supermentale o di una condizione di cose a qualcosa al di là ma ancora supermentale, da un piano a un piano divino, una costruzione di gradazioni divine, una libera crescita fino alla Supermente suprema od oltre, fino a piani d'essere, coscienza e Ānanda non ancora sognati.
1) Sat‑cit‑ānanda = Assoluta Esistenza‑Coscienza‑Gioia Dal Dictionary of Sri Aurobindo's Yoga |
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